Il 14 aprile è
morto un grandissimo scrittore: Eduardo Galeano. La cui qualità intrisa di
generosità, di
giustizia, di idealità
marca profondamente il tratto di noi socialisti sempre schierati dalla
parte degli ultimi, sempre non disposti ad arrenderci ai limiti di un modello
economico e politico rinsecchito, che alimenta rendite, che non rimette in
circolo le opportunità
in base al merito. Bisogna certo creare le condizioni per competere, per
far nascere e crescere forme di intrapresa sana, per attrarre intelligenze e
investimenti. Non esiste un modello statico. È
metodologicamente sbagliato e moralmente da criticare chi svolge
ragionamenti ad "opportunità
date". Non possiamo accettare che si ragioni di dividersi una
panella di pane, ma piuttosto che tutti siamo utili ad impastare più farina e farne
sempre di più.
Ed ha fatto bene il Presidente Pittella a lanciare il messaggio
di accoglienza della Regione Basilicata. In uno slancio che recupera una
missione di comunità,
un sentimento tanto dimenticato quanto invece fondamentale di speranza per
tutti, perché per
tutti c'è spazio.
In specie in una Regione che ha tutte le condizioni per fare degli immigrati
una delle leve di sviluppo. Un hub dell'immigrazione definiva questo progetto
Nicola Savino. Intravediamo che pur nell'ottica della sicurezza c'è uno spazio di
interesse e di missione per la nostra Regione.
1.
Perché
un territorio che decresce demograficamente ha tutto il vantaggio ad
attirare menti e braccia;
2.
Perché
i nostri piccoli centri spopolati offrono una convenienza ad una
integrazione di queste persone;
3.
Perché
se vogliamo un'Europa più
mediterranea dobbiamo aprirci al mondo che c'è nelle tasche degli immigrati; e la
Basilicata deve prendere per mano le altre regioni del mezzogiorno e guidarle.
Dice bene il Presidente Pittella: c'è tutto un mondo in Basilicata pronto a
raccogliere questa sfida. A noi tocca coordinare ed accompagnare:
riqualificando l'ex CIE di Palazzo; sostenendo il recupero di strutture, in
particolare nei piccoli centri; investendo in iniziative che aprano alla grande
cultura di questi mondi, chiamando scrittori ed intellettuali di questi paesi a
confrontarci e collaborare.
Uno slancio che ridà
un senso di comunità,
di stare insieme con solidarietà
e non con invidia, di guardare alle opportunità che l'altro può aiutarci ad aprire.
È la
storia di quella donna che Galeano ci racconta in uno dei suoi meravigliosi
libri. Che nel salutare con un addio i suoi figli, pur volendoli lasciare con
un improbabile arrivederci, si inginocchia davanti ad una piccola statua della
Madonna chiedendoLe un miracolo : <<Non ti chiedo di darmi qualcosa. Ti
chiedo di mettermi dove c'è
qualcosa>>.
In fondo la loro domanda è
la domanda di tanti giovani, forse con più
fame. Non ci chiedono di dargli un lavoro, ma di dar loro un'opportunità. Non mangiare il
pane ma impastare quegli ingredienti che
facciano crescere il settore produttivo e distribuiscano opportunità per tutti.
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